La leggenda del pianista sull'oceano

La leggenda del pianista sull'oceano

Quando metti a fattor comune un regista come Giuseppe Tornatore e le musiche di Ennio Morricone non può risultarne altro che un capolavoro.

La leggenda del pianista sull'oceano
La leggenda del pianista sull’oceano

Un capolavoro come lo è stato questo film per me. Un capolavoro per chi ama la musica classica al pianoforte. Un capolavoro per chi ama quel genere di film che sulla loro scia lasciano degli spunti di riflessione sulla vita, sulle cose che contano…

La leggenda del pianista sull’oceano è uscito nel 1998 e narra la storia di un pianista (900) nato in un transatlantico (il Virginia) dove trascorse tutta la vita senza mai scendervi, senza mai avere un’identità per il resto del mondo, senza che il mondo stesso sapesse mai della sua esistenza.

La leggenda del pianista sull'oceano
La leggenda del pianista sull’oceano

Ho avuto modo recentemente di rivederlo ed essendo tra i miei film preferiti ho voluto lasciarne qui un invito alla visione.

Tra le parti che preferisco riporto il monologo di “900”, una sua riflessione sul perché decise di non scendere mai dal Virginia…

La leggenda del pianista sull'oceano
La leggenda del pianista sull’oceano

“Tutta quella città… non si riusciva a vederne la fine… la fine! Per cortesia, si potrebbe vedere la fine? Era tutto molto bello su quella scaletta, e io ero grande, con quel bel cappotto, facevo il mio figurone. E non avevo dubbi, che sarei sceso, non c’era problema… Non è quello che vidi che mi fermò Max, è quello che non vidi… puoi capirlo? Quello che non vidi… in tutta quella sterminata città c’era tutto tranne la fine… C’era tutto. Ma non c’era una fine. Quello che non vidi è dove finiva tutto quello: la fine del mondo. Tu pensa a un pianoforte. I tasti iniziano? I tasti finiscono! Tu lo sai che sono 88 e su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti loro. Tu sei infinito. E dentro quegli 88 tasti, la musica che puoi fare è infinita. Questo a me piace. In questo posso vivere. Ma se io salgo su quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti… Milioni e miliardi di tasti che non finiscono mai… E questa è la verità… che non finiscono mai. Quella tastiera è infinita. Ma se quella tastiera è infinita allora su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. E sei seduto sul seggiolino sbagliato. Quello è il pianoforte su cui suona Dio… Cristo, ma le vedevi le strade?! Anche soltanto le strade, ce n’erano a migliaia! Ma dimmelo: come fate voialtri laggiù a sceglierne una? A scegliere una donna… una casa… una terra che sia la vostra… un paesaggio da guardare… un modo di morire… Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce e quanto ce n’è! Ma non avete paura voi di finire in mille pezzi solo a pensarla a quella enormità? Solo a pensarla… a viverla! Io ci sono nato su questa nave… e vedi anche qui il mondo passava… ma a non più di 2000 persone per volta. E di desideri ce n’erano! Ma non più di quelli che ci potevano stare su una nave, tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità su una tastiera che non era infinita… Io ho imparato a vivere in questo modo. La terra, è una nave troppo grande per me… È… è una donna troppo bella… È un viaggio troppo lungo… È un profumo troppo forte… È una musica che non so suonare… Non scenderò dalla nave. Al massimo, posso scendere dalla mia vita.”