Tiziano Terzani

Tiziano Terzani

Tiziano Terzani
Tiziano Terzani

Un po di tempo fa grazie al suggerimento di una collega di lavoro, ho avuto modo di scoprire questo giornalista italiano, ma Perché scriverne un post? Innanzitutto perché Terzani è entrato a far parte di quel gruppo di persone che sono riuscite a destare in me un certo interesse, ma anche perché ha condizionato il mio modo di osservare il mondo, di essere critico e di non dare per scontato tutto ciò che ci viene trasmesso dai media.

La storia di Terzani? Esistono migliaia di testi su quest’uomo e trovo superfluo copiare ed incollare per l’ennesima volta la sua vita in un post. Mi concedo poche righe:

Terzani nasce a Firenze nel 1938, dopo gli studi inizia a lavorare per la Olivetti, nel 1962 sposa Angela, nel 1969 ha suo figlio Folco. La sua vita gira attorno al lavoro in Olivetti ed alla scrittura di articoli e reportage sulla guerra ma, solo nel 1969, dopo numerosi testi pubblicati su “l’astrolabio” nell’aprile del 1969 l’ordine dei Giornalisti lo registrò ufficialmente nell’elenco “pubblicisti”. Lascia dunque definitivamente Olivetti e si dedica interamente alla sua carriera di giornalista.

Giornalista come pochi ormai, sempre in prima linea pronto a scrivere delle emozioni e degli avvenimenti vissuti personalmente nel campo.

La sua vita ha una svolta quando viene colto da un tumore che lo porterà a riflettere sul senso di ogni cosa trascrivendo in parte le sue riflessioni anche nel suo libro “La fine è il mio inizio”. Terzani si ritirò in Asia e in India per diversi anni, mentre trascorse i suoi ultimi giorni ad Orsigna nel comune di Pistoia

Mi verrebbe spontaneo portare in risalto questa parte della sua vita, ma sarebbe un crimine non considerare anche quanto ha fatto negli anni precedenti, gli studi, la passione che ha impiegato nello scrivere etc… 

Uno degli insegnamenti di Tiziano è stato proprio quello di essere sempre curiosi della vita e di cercare le proprie verità in prima persona non dando per scontata la certezza di ciò che si legge o si vede in TV. Quindi lascio a voi il compito di scoprire questa persona, su mio consiglio, così come è stato fatto con me.

Alcune sue frasi:

Fermati ogni tanto. Fermati e lasciati prendere dal sentimento di meraviglia davanti al mondo.

Il primo passo di ogni grande sapere è il sapere di non sapere. Solo se riusciremo a guardare l’universo come un tutt’uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella diversità cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo.

Vivo ora, qui, con la sensazione che l’universo è straordinario, che niente ci succede per caso e che la vita è una continua scoperta. E io sono particolarmente fortunato perché, ora più che mai, ogni giorno è davvero un altro giro di giostra | dal libro “Un altro giro di giostra”.

Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da tè a osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro d’umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare | dal libro “Un indovino mi disse”.

Questo è un altro aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto | dal libro “Un altro giro di giostra”